21/12/2009

Intervista: Too Late

Dicembre sta per finire, il nuovo portale sta per essere varato, e noi continuiamo con le nostre solite interviste del lunedì. Oggi abbiamo avuto il piacere di parlare con Alessandro Fogazzi, creatore di Too Late.

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07/09/2009

Intervista: Gli Affidabili

Quinta settimana di interviste per Start-up Italia. E' un vero piacere poter ospitare su queste pagine (in attesa del lancio del sito ufficiale) le esperienze e le testimonianze che i giovani imprenditori italiani hanno voluto condividere con i lettori del progetto.

E così, dopo quanto avvenuto con Sensorize, Vinix, Memopal e Simplicissimus, oggi pubblichiamo il colloquio avuto con i soci de Gli Affidabili.

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31/08/2009

Intervista: Simplicissimus

Come ogni lunedì, anche in questo giorno che chiude il mese di agosto dedichiamo il nostro spazio quotidiano alle interviste. Abbiamo avuto il piacere di incontrare Luigi Passerino, sales manager di Simplicissimus Book Farm (SBF), la nota start-up italiana impegnata nel settore dell'editoria.

Start-up Italia (SI): Buongiorno Luigi e grazie per questa occasione di incontro. Dopo un rapido sviluppo la vostra compagnia può oggi vantare un solido core business e diverse collaborazioni con big del settore (es. Mondadori, Feltrinelli). Come siete giunti a questi risultati?

logo.pngLuigi Passerino (LP): Nel 2004 Antonio Tombolini, fondatore della SBF, comincia ad interessarsi di ebook, guidato dalla passione per la lettura e i libri, unita a quella per la rete. Scopre delle ricerche e dei brevetti dell'americana eInk, che all'epoca stava mettendo a punto un approccio rivoluzionario alla visualizzazione dei testi digitali: non più pixel illuminati che inviano radiazioni in continuo agli occhi, consumando molta energia e richiedendo un ben definito angolo direzionale per essere letti, ma una pagina di carta elettronica che si stampa sullo schermo e che durante la lettura resta spenta.

SI: E perciò?

LP: E perciò leggibile in maniera assolutamente confortevole, anche in pieno sole, con un ampio angolo di visibilità, del tutto analogo a quello di una pagina stampata su carta. Con in più tutto ciò che il testo digitale può fare e la carta no.

SI: Ok, fin qui tutto chiaro.

LP: Nel 2005 Tombolini comincia a parlare con alcuni amici delle possibilità che intravvedeva in questo settore, dichiarando a uno di loro che "i lettori di e-book basati su inchiostro elettronico avranno per i libri lo stesso ruolo che iPod e i lettori mp3 hanno avuto per la musica". E quello che sta accadendo oggi, è esattamente quello che Jeff Bezos affermò, un anno e mezzo dopo, per lanciare Kindle, il device di Amazon basato su eInk.


Tombolini iniziò a volerne sapere di più e a seguire in particolare l'evoluzione del progetto più ambizioso e avanzato, avviato dal gruppo Philips con la creazione di una società, iRex Technologies, la cui mission consiste tuttora nello sviluppo di device basati su inchiostro e carta elettronica. Vide nascere da vicino iLiad, a contatto con alcuni dei ricercatori e sviluppatori iRex, fin dalle prime fasi di prototipazione.

SI: Insomma, quasi un precursore, qui in Italia. Ma come si è giunti a SBF?

LP: Sulle basi ora accennate maturò l'opportunità di acquisire la distribuzione di iLiad per l'Italia, asset sulla cui base Tombolini ottenne la fiducia di alcuni privati investitori. Era il giugno 2006, e nasceva formalmente la Simplicissimus Book Farm Srl.

SI: E oggi di cosa vi occupate? Quale è il vostro modello di business?

luigi passerino.jpgLP: Oggi la SBF si dedica alla distribuzione non solo di iLiad, ma di tutti i lettori ebook disponibili sul mercato europeo. Ma si dedica anche, e anzi soprattutto, all'offerta di servizi di conversione, produzione e distribuzione ebook agli editori, nonchè allo sviluppo di applicazioni professionali basate su eInk, per ridurre ed eliminare tutta la carta di cui si potrebbe fare a meno.

SI: Dal tuo entusiasmo, deduco che siete molto soddisfatti di quanto avete finora ottenuto.

LP: Si, è vero, siamo molto soddisfatti.

SI: Piuttosto, vorrei concludere questo breve colloquio con una domanda sulla vostra organizzazione aziendale. Come si svolge il vostro lavoro quotidiano?

LP: La sede di lavoro di Simplicissimus e dei suoi collaboratori è... la rete: ciascuno vive nella sua città, e tutti ci si ritrova quotidianamente nel Virtual Office allestito su web. Oltre ai collaboratori fissi full time (ad oggi, otto) Simplicissimus si avvale per singoli progetti di altri collaboratori per costituire team di progetto temporanei, ed è naturalmente disponibile ad ospitare stagisti, purchè motivati e interessati a quel che di nuovo si muove nell'editoria in questa fase di profondissime trasformazioni indotte dalla rete.

SI: Bene Luigi, grazie del tempo che ci hai concesso. Continueremo con piacere a seguire gli sviluppi di SBF!

LP: Grazie!

24/08/2009

Intervista: Memopal

Terza settimana di interviste per Start-up Italia. Questa volta abbiamo avuto il piacere di discutere con Marco Trombetti, CEO di Memopal, un servizio di backup e storage online che consente di gestire i file memorizzati da qualsiasi accesso alla rete.

Start-up Italia (SI): Buongiorno Marco, siamo molto contenti di darti la possibilità di spiegare ai nostri lettori quale è stata la genesi di Memopal, e quale sia il suo modello di business. Sappiamo che la tua start-up ha ideato un software in grado di permettere una rapida archiviazione (e recupero) di file su server remoto. Perchè questa spinta sullo storage online?

memopal.gifMarco Trombetti (MT): Quando le informazioni si scrivevano sulla pietra duravano millenni. La carta ci ha permesso di conservarle qualche centinaio di anni. Ora usiamo hard disk che, di fatto, durano in media 3-5 anni. Forse è ora di offrire un servizio che permetta di conservare i propri "ricordi" digitali, al di là della durata del proprio computer attuale. Dove conservi le tue foto, per esempio?

SI: Quelle compromettenti, in un luogo molto sicuro, lontano da occhi indiscreti! Piuttosto, puoi raccontarci come è nata Memopal?

MT: Abbiamo avuto l'idea (facile), abbiamo realizzato un prototipo (abbastanza facile) e abbiamo raccolto quasi un milione di euro da business angels (non facilissimo), quindi sono iniziate le cose difficili: far funzionare il business.

SI: E ora? A un anno e mezzo dal vero e proprio avvio del progetto, ti senti pienamente soddisfatto di quello che avete realizzato?

MT: Il team ha fatto un lavoro eccezionale creando un servizio che si è affermato su scala globale. Il mercato europeo sta arrivando con un pò più di ritardo rispetto a quanto stimato. Oggi l'America conta  buona parte degli utenti di backup online. Comunque un'ottima opportunità per noi che siamo first mover in questo mercato.

SI: Chi si cela dietro Memopal? Quante persone sono impegnate nello sviluppo della start-up?

MT: Io al prodotto; Gianluca Granero, co-fondatore di Memopal, alla tecnologia; Mario Zinno al business development; e un'altra manciata di bravi/e geek, soprattutto in tecnologia e marketing.

marco trombetti.JPGSI: Quali saranno i prossimi passi del servizio?

MT: Oggi sono tutti concentrati sull'organizzare le 10 miliardi di pagine web, mentre noi vorremmo guardare più lontano, organizzare qualcosa un milione di volte più grande: i file degli utenti.

SI: Ci pare un obiettivo piuttosto ambizioso, e meritevole di essere seguito con costanza (almeno, è ciò che promettiamo di fare!). Anche a te, Marco, non posso che chiedere quali sono state le principali difficoltà che hai superato per mettere in piedi Memopal. E soprattutto, cosa si potrebbe fare per ridurre queste criticità?

MT: Una delle difficoltà è stata aggregare persone competenti in grado di competere globalmente. I giusti principi sulla stabilità del lavoro non saranno certo tra i motivi imputabili al successo del next big think. Google pagava il suo massaggiatore con stock-options quando l'azienda non valeva nulla. Lui accettava volentieri perchè aveva valori diversi (voglia di fare qualcosa di grande) e un attitudine al rischio ben diversa. Non credo che il nostro massaggiatore, anche se qualificato e ben educato, abbia mai sentito parlare di opzioni. La cultura del business è molto diversa, le persone non sembrano motivate a pensare in grande. Fortunatamente questo sta cambiando rapidamente.

SI: Sul finire delle interviste lasciamo un breve spazio per la (nostra) autocelebrazione. Che ne pensi del progetto Start-up Italia?

MT: Start-up Italia è un progetto importante e necessario... ma niente autocelebrazione! Eh eh, dovete prima dimostrare di essere in grado di identificare le start-up che diventeranno dei leader domani e concentrarvi su di esse. Start-up Italia potrebbe rivelarsi molto utile anche Venture Capital italiani.

SI: Bè, una delle start-up la abbiamo identificata: la tua! Ma crediamo che anche Sensorize (intervista 1) e Vinix (intervista 2) abbiano le carte in regola per compiere ulteriori salti di qualità, partendo dall'ottimo livello già raggiunto. Ora, prima di concludere il nostro breve colloquio, e a proposito di quanto appena detto, sei in grado di segnalarci qualche altra neo-azienda "ad alto tasso di creatività" che vorresti che contattassimo per un'intervista?

MT: Ecco, la cosa mi si è girata contro... io adoro Bootb, Zooppa e Passpack.

SI: Grazie Marco per il tempo che ci hai concesso. Come già ribadito, continueremo a seguire gli sviluppi di Memopal, convinti che sarà un successo!

MT: Ciao a tutti i lettori, che lo sforzo sia con voi.

17/08/2009

Intervista: Vinix


Dopo il successo della prima intervista con Sensorize Srl, proseguiamo i periodici appuntamenti del lunedì con Filippo Ronco e il suo Vinix, social network dedicato agli operatori e agli appassionati del wine & food.

Come detto, Vinix è una community per i "seguaci" del wine & food, un punto di incontro che si basa su una piattaforma totalmente autoprodotta, che mette a disposizione di aziende e consumatori numerosi servizi per la comunicazione e la creazione delle relazioni nel mondo del vino e del cibo. Dopo due anni di attività, oggi Vinix può contare su oltre 5.000 utenti.

Start-up Italia (SI): Buongiorno Filippo. Per il secondo appuntamento con le interviste di Start-up Italia abbiamo deciso di parlare della tua Vinix... e ringranziandoti per la tua disponibilità, non posso che cominciare questo breve colloquio domandandoti quale sia la ragione principale che ti ha condotto a sbarcare sul web su questo particolare servizio.

Filippo Ronco (FR): Gestivo già da una decina d'anni uno dei maggiori siti italiani legati al mondo del vino, www.tigulliovino.it. Circa tre anni fa ho intuito la potenzialità di un social network in questo settore, e ho deciso di realizzarlo. Nel 2007 è così nato Vinix, il primo social network interamente dedicato alle relazioni tra operatori e appassionati di vino e cibo.

logo vinix.gifSI: Dai numeri ottenuti dalla tua iniziativa mi pare che il social network oggi abbia le spalle abbastanza grandi. Ma quali sono stati i primi passi che hanno condotto alla creazione di Vinix?

FR: Inizialmente il progetto è nato come semplice strumento di condivisione di contatti tra operatori e appassionati attraverso un potente motore di ricerca interno. Con il tempo abbiamo aggiunto numerose altre funzionalità sino ad arrivare alla forma attuale del social network evoluto, professionale, ricco di servizi per gli addetti ai lavori. Una cura spasmodica, fin dal primo minuto, ha riguardato la cura dei dati raccolti nel database e il divieto di registrazioni con nickname. Essendo una piattaforma per professionisti, ci teniamo che ad ogni registrazione corrisponda un utente reale e facilmente rintracciabile.

SI: Come ci dicevi prima, sono passati oramai due anni dalla creazione di Vinix. Anche a te non possiamo che domandare un giudizio sull'iniziativa...

FR: Direi che essendo stati i precursori di questo settore - al tempo in Italia si cominciava solo timidamente a parlare di social network - possiamo ritenerci soddisfatti del livello di notirietà e di partecipazione raggiunto, così come del livello qualitativo della partecipazione stessa, frutto anche della costante assistenza e formazione fatta direttamente da noi e dai valenti admin di secondo livello, selezionati proprio tra gli utenti maggiormente attivi e capaci. In questi ultimi mesi abbiamo lavorato molto per rendere possibile un sostegno economico dell'iniziativa, non solo attraverso la possibilità di una doppia registrazione di tipo free o di tipo premium, ma anche e soprattutto attraverso servizi particolari e a valore aggiunto per tutti coloro che scelgono il nostro piano premium. Il lavoro comunque è ancora lungo ed è proprio sapere che non è mai finita, probabilmente, la parte più divertente.

SI: Ci puoi raccontare come è organizzata la tua start-up?

FR: Ad oggi gestisco da solo quasi tutte le attività di amministrazione e di gestione, coadiuvato da alcuni volontari admin di secondo livello. Per la realizzazione tecnica mi appoggio ad un partner tecnologico di cui mi fido e che è in grado di trasformare in realtà i progetti di sviluppo che di volta in volta presento. Nel futuro, se il modello economico perseguità darà i suoi frutti, contiamo di ampliarci assumendo personale apposito per la gestione e il controllo dei dati e dei contenuti, nonchè per la parte amministrativa e più propriamente commerciale.

SI: Ci sono già dei piani di sviluppo per Vinix? Qualche progetto futuro che puoi svelarci?

FR: Contiamo molto sull'espansione del nostro servizio Vinix Tag Advertising, o più semplicemente VTA (http://www.vinix.it/advertising.php), che non ha paragoni nel settore della pubblicità online, almeno in Italia (ma credo anche al di fuori). Si tratta di un sistema avanzato di abbinamento della pubblicità testuale a contenuti pertinenti con un tipo di ancoraggio spot - contenuto, diverso da come avviene per esempio con le normali piattaforme di pubblicità contestuale. La grande novità qui è che l'ancoraggio avviene in base ai tag associati dagli stessi autori dei contenuti, e per questo molto pertinenti, generalmente molto più di quanto è in grado di fare una macchina. Puntiamo molto su questi servizi evoluti e siamo sempre a disposizione per assistere le aziende che desiderano imparare ad usare questi servizi innovativi al meglio. Altre novità riguarderanno presto la gestione bilingue dei contenuti inseriti, che contiamo di realizzare entro fine anno, più un'innumerevole serie di migliorie minori e un grande progetto nel cassetto del quale però attendo a parlare, per scaramanzia.

SI: Come tutte le start-up, immagino che anche per Vinix vi siano stati degli ostacoli da superare. Quali sono stati i principali?

FR: La parte più difficile è senz'altro la parte progettuale, immediatamente seguita da quella economica. Per la prima potevo fortunatamente contare su alcuni anni di esperienza nella realizzazione di siti web, nell'ottimizzazione per i motori, nelle dinamiche di relazione online e nell'usability delle piattaforme di relazione. Queste competenze mi hanno consentito di realizzare il progetto Vinix e di espanderlo così senza una base economica importante (Vinix è totalmente autofinanziato ed autoprodotto dal sottoscritto) così come la difficoltà di confrontarsi con il mercato estero partendo in lingua italiana (anche se a questo, come detto, stiamo cercando di mettere una pezza).

SI: Lo abbiamo chiesto anche al primo intervistato, Marco Figura (Sensorize), e lo chiederemo a tutti: cosa ne pensi del nostro progetto?

FR: Sostengo con favore qualsiasi progetto serio volto alla promozione dei lavori creativi che anche la nostra piccola Italia è in grado di mettere sul mercato del 2.0. Vinix è soltanto uno di questi, ma il fatto che lo abbiate scelto mi fa pensare che ci sia una certa attenzione anche al modo con il quale vengono realizzati questi progetti!

SI: Grazie! Un'ultima domanda: conosci qualche altra start-up italiana che meriterebbe spazio su queste pagine?

FR: Un progetto interessante è quello di Dissapore Network. Un blog network alla Gawker appena nato che nel wine & food penso ricoprirà presto un ruolo di primo piano.

SI: Abbiamo finito. Filippo, ti ringraziamo ancora della tua disponibilità e, per quanto ovvio, continueremo a seguire lo sviluppo di Vinix anche in futuro!

FR: Grazie a voi per lo spazio concesso a www.vinix.it.

 

Interviste precedenti:

Sensorize Srl (Marco Figura) - 10 agosto 2009

10/08/2009

Intervista: Sensorize

Inauguriamo oggi una nuova sezione di Start-up Italia, dedicata alle interviste con le giovani aziende italiane. Abbiamo avuto il piacere di parlare con Marco Figura, fondatore di Sensorize Srl, una start-up romana nata nel 2008 che si occupa della progettazione, produzione e commercializzazione di sistemi hardware/software innovativi per l'analisi del movimento umano in campo sportivo e biomedicale.

logoSensorizeFINALE.jpgStart-up Italia (SI): Buongiorno Marco, e grazie per la disponibilità che ci hai concesso. La tua Start-up ha realizzato FreeJump, un prodotto ultraportatile che consente di valutare e monitorare le prestazioni sportive direttamente sui campi di gioco. Perchè avete deciso di puntare su questo prodotto?

Marco Figura (MF): La compagine di Sensorize deriva, in gran parte, dai laboratori di analisi del movimento dello IUSM di Roma, la principale Università Italiana di Scienze Motorie. Ciò ha consentito ai soci di Sensorize di essere a stretto contatto con preparatori atletici, scienziati motori e professori che abitualmente e quotidianamente utilizzano strumentazioni per l'analisi della prestazione atletica, dettando degli standard di analisi e di valutazione fisica anche per tutte le società sportive di moltissimi sport. Da molteplici colloqui con loro è emersa l'esigenza di introdurre delle innovazioni in questo campo, visti i notevoli margini di miglioramento che le strumentazioni fin'ora utilizzate possedevano. Sensorize ha intravisto la possibilità di utilizzare le porprie tecnologie per introdurre innovazione in questo campo ed ha sviluppato un prodotto, il FreeJump, che va a soddisfare tutte le esigenze sollevate dai diretti utilizzatori di queste strumentazioni: portabilità, utilizzo sul campo, semplicità d'uso, accuratezza e precisione dei dati, praticità. Vista la possibilità di sviluppare il prodotto in tempi abbastanza brevi e visto il potenziale mercato a cui si poteva accedere, il FreeJump ha costituito la scelta di sviluppo primaria in Sensorize.

SI: Quali sono stati quindi i primi passi che hanno portato alla creazione della tua azienda?

MF: Il processo di creazione di Sensorize ha interessato un periodo di tempo di circa 2 anni. A partire da un'idea imprenditoriale abbastanza convincente ma tutta da strutturare, alcuni componenti della società, all'interno dei loro corsi di dottorato presso lo IUSM di Roma, hanno avuto accesso al progetto Business Lab della Fi.La.S., un programma che mira a concretizzare delle idee impenditoriali vincenti. Durante il periodo del Business Lab, compreso fra il Settembre 2006 ed il Gennaio 2008, è stato possibile sviluppare la ricerca e lo sviluppo del prodotto FreeJump, nonchè eseguire una ricerca di mercato, sviluppare dei prototipi ed acquisire soprattutto una mentalità imprenditoriale non posseduta all'inizio.

A seguito del termine del progetto Business Lab, Sensorize ha seguito un processo di pre-incubazione, da Gennaio 2008 a Dicembre 2008, seguito dal BIC Lazio e svolto presso l'ITECH, un incubatore d'impresa. Durante questo periodo sono subentrati dei nuovi partner all'interno della futura compagine, in grado di fornire know-how tecnologico ed imprenditoriale. Si è puntato molto alla concretizzazione del processo di creazione d'impresa intrapreso nel Business Lab, giungendo alla costituzione dell'impresa nel Settembre 2008, con una corretta organizzazione aziendale ed un business plan concreto da realizzare.

Successivamente, Sensorize è stata incubata completamente all'interno dell'ITECH, potendo contare su un'assistena continua di avviamento all'impresa, nonchè di una sede logistica a condizioni economiche molto favorevoli, dove tutt'ora risiede la sede operativa di Sensorize, per i prossimi 4 anni. Durante questo periodo, l'azienda è risultata anche vincitrice di un Seed Capital per la copertura, a fondo perduto, dei costi di ricerca, sviluppo e beni materiali.


SI: Tra breve la tua start-up compirà un anno. Che giudizio puoi dare alla tua iniziativa? Ti senti pienamente soddisfatto?

MF: Il giudizio aziendale è sicuramente positivo. In questi mesi abbiamo sperimentato tutte le difficoltà che avviare un'azienda in Italia può comportare, da un punto di vista burocratico ed amministrativo. Molto difficile e inaspettato è stato anche lo sforzo che si deve compiere per trasformare un'idea in un prodotto perfettamente funzionante e fatto in maniera specifica per la clientela. L'aver raggiunto questo obiettivo in relativamente poco tempo ci rende molto orgogliosi e consapevoli di aver fatto un ottimo lavoro. Da qualche mese si iniziano a realizzare anche le prime vcendite, per le quali stiamo cercando di raggiungere gli obiettivi indicati nel nostro business plan. L'iniziativa è, ovviamente, estremamente migliorabile e perfezionabile, specie dal punto di vista commerciale, il vero ambito sul quale al momento si stanno concentrando molte delle attività di Sensorize.Marco Figura.jpg

SI: Quanto personale è impegnato nella vostra organizzazione?

MF: Sensorize ha cercato fin da subito di organizzare la propria struttura in maniera classica e ben definita, con ruoli assegnati in funzione delle attitudini dei componenti. Al momento non vi sono dipendenti, ma gli stessi soci ricoprono, nel ruolo di lavoratori, le varie sezioni aziendali: dalla ricerca e sviluppo all'amministrazione, al commerciale. E' prevista, nel giro di 12-18 mesi, l'assunzione di due figure, una per la ricerca e sviluppo, una per il commerciale / marketing, al fine di integrare la compagine lavorativa e di aumentare la qualità aziendale.

SI: Cerchiamo di carpire qualche segreto: avete dei nuovi progetti in corso di realizzazione?

MF: Sensorize si sta muovendo in due direzioni principali: la prima è quella di partecipare a importanti bandi, anche in collaborazione con altre start-up, al fine di ottenere quella spinta decisiva per compiere un veloce salto di qualità; la seconda è rivolta alla ricerca e sviluppo. Grazie alle potenzialità della strumentazione di Sensorize, abbiamo in programma diverse nuove applicazioni, non ancora presenti sul mercato, e molto richieste dai diretti interessati. Riguarderanno ancora il mondo sportivo, specie nel controllo della preparazione atletica e tecnica, nonchè l'ambito biomedicale, con dispositivi dedicati al monitoraggio dell'attività giornaliera di pazienti ed anziani.

SI: Bene, teneteci informati! Passiamo ora ai punti dolenti. Quali sono stati i principali ostacoli affrontati nel corso della creazione d'impresa?

MF: Come detto precedentemente, le difficoltà sono principalmente due.

La prima riguarda i molteplici aspetti burocratici che si deve seguire per avviare la propria iniziativa. molto spesso ci si interfaccia con enti pubblici confusionari, poco organizzati, caratterizzati da tempi di elaborazione delle pratiche molto lunghi. Inoltre ci si ritrova spesso con cambiamenti di normative e multe salate per chi non si allinea, come per la nuova legge sulla sicurezza sul lavoro. Per chi non è familiare con tutti questi aspetti, si prospettano delle giornate con sorprese costanti. E' anche vero che in un pò di tempo si impara da tutte queste esperienze e si inizia ad acquisire la capacità di prevedere tali variabili, limitandosi ad una gestione ordinaria dell'azienda. La soluzione a questo problema è apparentemente semplice: una maggiore organizzazione degli enti, puntando sull'informatizzazione e sull'automazione e standardizzazione dei processi. A suo tempo, avrei ritenuto utilissimo un opuscolo in cui vengano elencati nel dettaglio i principali passi da eseguire per avviare l'impresa da un punto di vista legislativo ed operativo, con un dettaglio dei costi da affrontare e la corretta successione dei passi da eseguire.

La seconda riguarda il processo di trasferimento tecnologico, che di norma un'idea innovativa deve affrontare per giungere al mercato. Specie per chi, come me, deriva da un ambito tecnico scientifico, è spesso difficile strutturare un progetto che tenga conto dell'utente finale, che frequentemente attribuisce grande importanza ad aspetti apparentemente marginali del prodotto, rispetto a quelli apparentemente più importanti. Per ottimizzare i processi di progettazione di un nuovo prodotto è necessario, nel nostro caso, un bel pò di lavoro sul campo, per inquadrare la psicologia dei nostri futuri clienti. In questo caso la soluzione risiede nell'acquisizione della mentalità imprenditoriale, specie per chi approccia in questo mondo derivando da facoltà universitarie di tipo scientifico. Corsi di avviamento all'impresa, a partire già dai corsi di laurea, sarebbero sicuramente utilissimi per inquadrare fin da subito il futuro imprenditoriale nella corretta mentalità.

SI: Parliamo un pò di noi! Cosa ne pensi del nostro progetto?

MF: Sensorize deve molto agli enti che la hanno accompagnata nel suo processo di formazione, nella convinzione che l'imprenditoria, se avviata seguendo le indicazioni di personale esperto, possa avere un tasso di successo maggiore. Per cui, riteniamo che iniziativce come quella di Start Up Italia siano importantissime al fine di diffondere questa cultura, di fornire supporto a chi si presenta inesperto a questo mondo e di creare una rete di collaborazione fra aziende per promuovere progetti innovativi di maggior spessore.

SI: Prima di chiudere questa intervista, ci farebbe piacere tu segnalassi qualche altre start-up italiana che vorresti vedere su queste pagine.

MF: Al momento non abbiamo ancora avviato relazioni con altre start-up, ma operiamo ogni giorno a contatto con esse, specie grazie all'incubazione della quale stiamo godendo. Vi suggerisco senz'altro di contattare l'ITECH del BIC Lazio, all'interno del quale troverete sicuramente molte altre realtà di imprenditoria innovativa di successo.

SI: E' tutto, Marco. Ti ringraziamo ancora del tempo che ci hai dedicato. Continueremo con vivo piacere a seguire gli sviluppi di Sensorize.

MF: Grazie a voi.