31/08/2009
Intervista: Simplicissimus
Come ogni lunedì, anche in questo giorno che chiude il mese di agosto dedichiamo il nostro spazio quotidiano alle interviste. Abbiamo avuto il piacere di incontrare Luigi Passerino, sales manager di Simplicissimus Book Farm (SBF), la nota start-up italiana impegnata nel settore dell'editoria.
Start-up Italia (SI): Buongiorno Luigi e grazie per questa occasione di incontro. Dopo un rapido sviluppo la vostra compagnia può oggi vantare un solido core business e diverse collaborazioni con big del settore (es. Mondadori, Feltrinelli). Come siete giunti a questi risultati?
Luigi Passerino (LP): Nel 2004 Antonio Tombolini, fondatore della SBF, comincia ad interessarsi di ebook, guidato dalla passione per la lettura e i libri, unita a quella per la rete. Scopre delle ricerche e dei brevetti dell'americana eInk, che all'epoca stava mettendo a punto un approccio rivoluzionario alla visualizzazione dei testi digitali: non più pixel illuminati che inviano radiazioni in continuo agli occhi, consumando molta energia e richiedendo un ben definito angolo direzionale per essere letti, ma una pagina di carta elettronica che si stampa sullo schermo e che durante la lettura resta spenta.
SI: E perciò?
LP: E perciò leggibile in maniera assolutamente confortevole, anche in pieno sole, con un ampio angolo di visibilità, del tutto analogo a quello di una pagina stampata su carta. Con in più tutto ciò che il testo digitale può fare e la carta no.
SI: Ok, fin qui tutto chiaro.
LP: Nel 2005 Tombolini comincia a parlare con alcuni amici delle possibilità che intravvedeva in questo settore, dichiarando a uno di loro che "i lettori di e-book basati su inchiostro elettronico avranno per i libri lo stesso ruolo che iPod e i lettori mp3 hanno avuto per la musica". E quello che sta accadendo oggi, è esattamente quello che Jeff Bezos affermò, un anno e mezzo dopo, per lanciare Kindle, il device di Amazon basato su eInk.
Tombolini iniziò a volerne sapere di più e a seguire in particolare l'evoluzione del progetto più ambizioso e avanzato, avviato dal gruppo Philips con la creazione di una società, iRex Technologies, la cui mission consiste tuttora nello sviluppo di device basati su inchiostro e carta elettronica. Vide nascere da vicino iLiad, a contatto con alcuni dei ricercatori e sviluppatori iRex, fin dalle prime fasi di prototipazione.
SI: Insomma, quasi un precursore, qui in Italia. Ma come si è giunti a SBF?
LP: Sulle basi ora accennate maturò l'opportunità di acquisire la distribuzione di iLiad per l'Italia, asset sulla cui base Tombolini ottenne la fiducia di alcuni privati investitori. Era il giugno 2006, e nasceva formalmente la Simplicissimus Book Farm Srl.
SI: E oggi di cosa vi occupate? Quale è il vostro modello di business?
LP: Oggi la SBF si dedica alla distribuzione non solo di iLiad, ma di tutti i lettori ebook disponibili sul mercato europeo. Ma si dedica anche, e anzi soprattutto, all'offerta di servizi di conversione, produzione e distribuzione ebook agli editori, nonchè allo sviluppo di applicazioni professionali basate su eInk, per ridurre ed eliminare tutta la carta di cui si potrebbe fare a meno.
SI: Dal tuo entusiasmo, deduco che siete molto soddisfatti di quanto avete finora ottenuto.
LP: Si, è vero, siamo molto soddisfatti.
SI: Piuttosto, vorrei concludere questo breve colloquio con una domanda sulla vostra organizzazione aziendale. Come si svolge il vostro lavoro quotidiano?
LP: La sede di lavoro di Simplicissimus e dei suoi collaboratori è... la rete: ciascuno vive nella sua città, e tutti ci si ritrova quotidianamente nel Virtual Office allestito su web. Oltre ai collaboratori fissi full time (ad oggi, otto) Simplicissimus si avvale per singoli progetti di altri collaboratori per costituire team di progetto temporanei, ed è naturalmente disponibile ad ospitare stagisti, purchè motivati e interessati a quel che di nuovo si muove nell'editoria in questa fase di profondissime trasformazioni indotte dalla rete.
SI: Bene Luigi, grazie del tempo che ci hai concesso. Continueremo con piacere a seguire gli sviluppi di SBF!
LP: Grazie!
08:20
Scritto da : startupitalia
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Commenti
E' un'iniziativa di importanza epocale.
La storia ci insegna che le grandi civiltà hanno visto il loro rapido declino non appena non sono riuscite ad aggiancarsi prontamente al nuovo fattore tecnologico volto alla diffusione del sapere: alfabeto, carta, stampa di Gutenberg, informatica, internet e adesso gli e-books.
Mi chiedo se come sistema Paese siamo pronti.
Scritto da : Vincenzo | 31/08/2009
Vincenzo, io mi chiedo se oltre che come sistema-Paese siamo pronti pure come società-Italia...
Scritto da : Talos | 01/09/2009
Talos, in prima approssimazione, laddove la successiva non sarebbe un vezzoso spaccare il capello in quattro bensì un doveroso approfondimento, lasciami intendere sistema-Paese e società-Italia pressochè facce identiche di un'unica medaglia.
Io avverto la seguente sensazione di malessere: siamo al "si salvi chi può" al cospetto dell'evidenza del declino inteso come assenza di qualsiasi voglia di intrapresa sospinta da vera "vision" piuttosto che da disperato ROI.
E nei momenti del "si salvi chi può", per definizione non vince nessuno. C'è, appunto chi si salva e chi no. E quello che si salva a mala pena sopravvive.
Scritto da : Vincenzo | 01/09/2009
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